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Articolo  -  Intolleranze alimentari ?

INTOLLERANZE ALIMENTARI?

 

 

IL PRIMO PASSO PER STAR BENE È CONOSCERLE

 

L'argomento è di stretta attualità non solo per l'avvicinarsi della Santa Pasqua e con essa di abbuffate di cioccolato ma soprattutto perché si tratta di un argomento sempre più sentito dal pubblico. Il mio intento è quello di dare qualche informazione generale sulle intolleranze alimentari poiché, come spesso consiglio, la conoscenza dell'argomento è il primo passo per superare il problema.

Che le si dia il nome di colite, di intestino irritabile o semplicemente pancia gonfia, il problema è lo stesso: spesso all'improvviso, anche dopo aver mangiato pochissimo si avverte un fastidiosissimo gonfiore addominale, spesso associato a crampi addominali, stitichezza o diarrea, flatulenza, meteorismo. I sintomi non finiscono qui: l'intolleranza a uno o più alimenti può determinare una serie di fenomeni spiacevoli, ripetibili ogni qualvolta il nostro intestino viene a contatto con un alimento non tollerato, apparentemente non riconducibili a ciò che mangiamo (tra i disturbi comuni connessi all'ipersensibilità alimentare ricordiamo: nausea, appetito ridotto o aumentato, artrite, dolori muscolari, minzioni frequenti e dolorose, cistiti, candidosi, sonnolenza, affaticamento, ansia, scarsa concentrazione, prurito, eczemi, mal di testa).

C'è chi da tutta la colpa allo stress o al mangiare di fretta, sicuramente questi fattori sono anch'essi concausa del disturbo, ma c'è di più. Immediato è il legame con l'alimentazione, causa diretta, senza ombra di dubbio, di questi disturbi: ma se è legittimo sentirsi gonfi dopo un'abbuffata non sembra invece giustificato il gonfiore che insorge dopo un pasto a base di cibi considerati sani, facenti parte dell'alimentazione di tutti i giorni.

 

Allergia o intolleranza?

Allergie e intolleranze alimentari sfumano talvolta una nell'altra e si influenzano a vicenda, ma si differenziano per alcune caratteristiche specifiche. L'allergia è normalmente una risposta immediata, che compare nel giro di pochi minuti, più raramente entro qualche ora, dal contatto con la sostanza incriminata e implica l'intervento delle Immunoglobuline E (IgE) e dei mastociti. Le intolleranze alimentari invece, esprimono per lo più una reazione lenta, determinata dall'intervento di cellule o anticorpi diversi dalle IgE (cellule Th intestinali), che insorge dopo ore o giorni di assunzione ripetuta della sostanza alimentare verso la quale abbiamo una reattività.

I fenomeni di intolleranza alimentare sono quindi dovuti ad accumulo, come se si trattasse di un avvelenamento progressivo. In pratica l'organismo riconosce il 'nemico', lo 'tiene d'occhio' cercando di limitare i danni, e 'scoppia' solo se l'introduzione dell'alimento prosegue fino a oltrepassare il livello di soglia. Pensiamo, ad esempio, a quanto lattosio introduciamo, per lo più senza saperlo, giorno dopo giorno attraverso la nostra consueta alimentazione; il lattosio, infatti, è presente in centinaia di alimenti, dai latticini ai biscotti, dagli insaccati alle merendine. È buona norma leggere sempre l'etichetta degli ingredienti senza mai accontentarci di quello che indica la“scritta più grande”.

 

La guarigione da una o più intolleranze è un percorso individuale di rieducazione immunologica dell'organismo, un percorso di riadattamento non privo di fatica, ma ricco di vantaggi, soprattutto per chi soffre di patologie gravi e complesse. Nel processo di guarigione si dovrà prendere necessariamente in considerazione lo stile di vita, lo stato emotivo e psicologico e, naturalmente, la dieta che può prevedere  l'eliminazione per 2-3 settimane dell'alimento sospetto e la progressiva reintroduzione (dieta della rotazione).  Oggi esistono dei “test alternativi” per diagnosticare le intolleranze alimentari, ma la loro attendibilità non è provata, pertanto è consigliabile sempre rivolgersi al proprio medico che sarà in grado di escludere eventuali cause più gravi.

 

Dott. Roberto Corona

 

 

vedi prodotto:

 

GSE Intolerance Kit

 



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